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E' lì dal 1937. Progettata da tre architetti padovani in perfetto stile fascista-razionalista.
E' dal 1937 che la torre rossa dell'edificio costruito su commissione dell'Opera Nazionale Balilla per le giovani della GIL (Gioventù Italiana del Littorio) sovrasta il tessuto urbano di Bolzano.
E' dal 1937 che questa torre è un simbolo cittadino esaltato, strumentalizzato, disprezzato, coccolato, deriso, amato, odiato. Mai indifferente.

Da punta di diamante del proclama architettonico del fascismo a dormitorio più o meno abusivo per sfollati e immigrati, la torre dell'edificio ribattezzato ex-GIL visse una storia di lento abbandono e degrado.
Anche la ristrutturazione, iniziata nel 1995, che trasformò l'intera struttura nella nuova sede dell'EURAC tirò a lucido la torre, ma la lasciò vuota.

Grazie al progetto  Percorsi tra arte e scienza la vita torna nel giro scale e sui pianerottoli e la torre si trasforma in un luogo di incontro. In una piattaforma di dialogo e riflessione per la cittadinanza. Nel rispetto dell'intento di riconciliazione delle memorie nel sapere che ha animato la ristrutturazione dell'intera EURAC.
Gli artisti sono infatti chiamati ad esprimere la loro creatività sfruttando gli spazi insoliti del giro scale, dei pianerottoli e delle due terrazze. E i visitatori vengono invogliati a intrattenersi sui gradini e sulla terrazza dell'EURAC science cafè grazie a un arredo confortevole e all'organizzazione di numerosi eventi.

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